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Come si forma la
carie
La carie è un
processo morboso dei tessuti duri del dente (smalto, dentina, cemento) con andamento
progressivo e irreversibile caratterizzato dalla demineralizzazione e
dal disfacimento dei suddetti tessuti.
E' una
malattia tipica nei periodi di benessere; basti ricordare come la sua
frequenza sia diminuita durante e dopo la fine delle guerre mondiali,
quando il consumo
di zuccheri era forzatamente ridotto, si è
rilevata la minima incidenza di carie.
L'Eziologia (lo studio della causalità) della
carie è
multifattoriale, ovvero le cause della stessa sono rappresentate dal
concorso di più fattori di natura diversa: in particolar modo alla sua genesi concorre la
flora orale del soggetto.
Fattori
intrinseci
1.
Composizione dello smalto: la
presenza di cristalli di
fluoroapatite diminuisce la
solubilità della smalto
2. Struttura
dello smalto e sviluppo: ipoplasia e
ipomineralizzazione possono
influenzare la velocità di
progressione della carie
3. Morfologia
dentale: solchi e fossette strette e
profonde aumentano la ritenzione
della placca
4. Posizione
del dente: denti disallineati
5. Fattori
iatrogeni di ritenzione della
placca:restauri debordanti, corone
incongrue, dispositivi
ortodontici...
Fattori
estrinseci
1. Scarsa
igiene orale: nelle superfici
interprossimali
2. Dieta:
la frequenza di assunzione di
carboidrati prolungherà l'abbasso
del pH
3. Flusso
salivare: il flusso salivare è
ridotto durante il sonno ciò
significa un basso potere tampone e
delle difese immunitarie
4. Potere
tampone della saliva: riduce la
"titolazione di acidità" dell'acido
lattico
5. Sistema
immunitario salivare: fattori che
influenzano i livelli dei sistemi di
difesa salivari non specifici
dell'ospite (lattoferrina, lisozima,
mieloperossidasi, lattoperossidasi) avranno
effetti sulla colonizzazione
batterica. Fattori che influenzano i
sistemi di difesa specifici (iga e
igg) avranno effetto sull'opsonizzazione
batterica
La malattia
cariosa comprende due fasi:
momento cariogeno: caratterizzato da decalcificazione (macchia bianco gessosa);
momento cavitogeno: caratterizzato da solubilizzazione e idrolisi delle
strutture interessate (con formazione di una cavità nerastra).
La carie dentale porta
alla distruzione del dente (foto A); ciò
è il frutto di un
lento processo (mesi, anni) ad opera di enzimi proteolitici
di origine batterica che distruggono l’esile trama proteica che si
interpone fra i prismi dello smalto
(foto B).
Con l'apertura di una
piccola fessura nella parte cristallina dello smalto, i batteri
iniziano il processo distruttivo del dente che si può estendere dallo
smalto superficiale fino a guadagnare tutta la struttura
(foto
C).
La carie, quindi, si può
fermare allo smalto o può raggiungere le strutture più profonde del
dente.
Esiste, poi, anche la carie
della radice in cui il processo di distruzione del dente interessa il
cemento radicolare.
(foto D-E)
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foto A |
foto B
sezione del
dente
al microscopio elettronico |
foto C
vari
livelli di distruzione |
foto D |
foto E |
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