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I fattori di
insorgenza
della carie
Nel 1962 Keyes
affermò che la malattia cariosa si ha quando si sovrappongono i tre fattori
per una durata di tempo sufficientemente lungo:
1. fattore dietetico
2. fattore microflora (batteri)
3. resistenza
dell'ospite (età, ambiente, abitudini, sovraccarico della struttura)
E'
comunemente riconosciuta l'incidenza dell'assunzione dello zucchero sui
livelli di diffusione della carie nella popolazione mondiale. Nei denti
trovati tra i resti fossili dell’uomo primitivo, vissuto in epoche
precedenti la diffusione dell’agricoltura e quando non esisteva lo
zucchero, la carie era quasi assente.
Solo negli ultimi secoli
si è diffuso il consumo dello zucchero, dopo lo sviluppo della
coltivazione
della canna
e della barbabietola da zucchero.
D’altro canto, numerosi
studi clinico-epidemiologici hanno messo in relazione il consumo di
zuccheri fermentescibili con l’aumento della carie. Secondo molti
Autori l’ordine decrescente di cariogenicità è il seguente: saccarosio,
glucosio, maltosio, fruttosio, sorbitolo, xilitolo.
I due ultimi sono zuccheri alcoli.
La cariogenicità di un
alimento è comunque funzione di:
- composizione chimica (quantità di zuccheri);
- caratteristiche fisiche (adesività, viscosità);
- frequenza di assunzione e tempo di contatto.
Nel
cavo orale sono presenti circa 300 specie microbiche di cui almeno 20
sono cariogene.
Il
batterio più importante nell’eziopatogenesi della carie è senza meno lo
Streptococcus mutans, anche se nelle lesioni cariose si
possono rinvenire altri germi cariogeni.
Le 4 proprietà
principali di queste specie microbiche sono:
- fermentazione dei carboidrati;
- adesività;
- sintesi di polisaccaridi intra ed extracellulari;
- crescita in ambiente acido.
La fermentazione dei carboidrati da parte dei batteri cariogeni comporta
la formazione di metaboliti acidi responsabili in prima istanza della
demineralizzazione della componente inorganica dello smalto
(inizialmente reversibile) e della dentina; la produzione di enzimi
proteolitici è poi responsabile della disgregazione della componente
organica dei tessuti sopracitati.
La colonizzazione dei denti decidui da parte dello Streptococcus
mutans avviene intorno ai 2 anni di età, evento che può essere
anticipato quando esistono condizioni predisponenti come ipoplasie o
ipocalcificazioni dello smalto.

Le variabili relative
all’ospite riguardano essenzialmente lo smalto e la saliva.
Lo smalto rappresenta il tessuto più duro dell’organismo, formato da
cristalli di idrossilapatite ed è sede di scambi ionici con i fluidi
orali, soprattutto per gli ioni calcio, fosforo e fluoro.
La saliva esercita un’importante azione tampone (pH inferiore a 5.2), ed
è fornita di sistemi antimicrobici (lisozima, perossidasi) e sistemi
immunitari (IgA secretorie).
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